Echi di guerra e di guerriglia nella narrativa di Graham Greene, ovvero parlare di guerra per sottendere pace

Carla Comellini (Università di Bologna)

Abstract

The Quiet American e The Comedians di G.Greene, insieme a Our Man in Havana , sono stati etichettati come romanzi ‘politici’: sono ambientati tutti e tre in zone ‘bollenti’, dove sta per esplodere il cambiamento politico, quella rivoluzione messa in atto da ribelli/guerriglieri. Tuttavia, se in The Quiet American si profila la fine del dominio coloniale francese in quell’Indocina, che sta per diventare Vietnam, e in Our Man in Havana si prelude al crollo del regime dittatoriale di Batista con la presa di potere di Fidel Castro a Cuba, in The Comedians i guerriglieri, sulle montagne, non sembrano riuscire a smantellare il potere dittatoriale che incombe sull’isola di Haiti come una funesta maledizione. Il tema della guerriglia impregna anche altri romanzi di G.Greene, come ad esempio The Honorary Consul, dove la trama si sviluppa proprio grazie alla presenza dei guerriglieri con i quali il protagonista, il Dr Plarr, finisce, suo malgrado, per rimanere coinvolto e ucciso. Non vanno, poi, tralasciati quei romanzi ambientati in una Londra, distrutta dalle bombe, durante la seconda guerra mondiale: proprio i bombardamenti causano amnesie e svenimenti, o morti apparenti, ad esempio in The End of the Affair. Altresì, è in una Parigi sotto l’egida nazista e, poi, postbellica, e in una Vienna ancora occupata dalle truppe Alleate che si svolgono le trame delle due sceneggiature di Greene: The Tenth Man, realizzato solo recentemente per la televisione, e The Third Man, considerato ancor oggi un capolavoro della cinematografia. Così, in maniera sotterranea e obliqua, trattando di guerre e guerriglie si evoca la pace.

Bibliografia

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