Feminicide in the Italian Language: Which Words to Describe Gender-based Violence?

Fabiana Fusco (Università di Udine)

Abstract

La parola può dare forma all’esperienza raccontandola ovvero manipolandola; la scelta che facciamo delle parole è un atto decisivo che ha delle ripercussioni nel nostro agire poiché può costituire la premessa di pratiche discriminatorie. A partire da tali presupposti intendiamo proporre qualche riflessione sull’uso di talune parole ed espressioni e sulla consapevolezza del significato che proprio quelle parole ed espressioni manifestano quando trattiamo e valutiamo certi argomenti sensibili; inizieremo facendo qualche considerazione sul termine femminicidio per poi osservare come la violenza di genere appaia da un lato in un contesto della codificazione linguistica come un dizionario della lingua italiana e dall’altro nella stampa quotidiana nazionale.

DOI: 10.17456/SIMPLE-131

Bibliografia

Abis, Stefania e Paolo Orrù. 2016. Il femminicidio nella stampa italiana: un’indagine linguistica. gender/sexuality/italy, 3: 18-33.

Cantoni, Paola. 2016. Sul lessico del femminicidio: quale lingua per la violenza di genere?Fabio Corbisiero e Pietro Maturi (a cura di). Le parole della parità. Napoli: Edizioni Scientifiche Artistiche, 41-54.

Coluccia, Rosario. 2013. Ancora su femminicidio. Nuovo quotidiano di Puglia, 11 May.

Cretella, Chiara e Inma Mora Sánchez. 2014. Lessico familiare. Per un dizionario ragionato della violenza contro le donne. Cagli (PU): Settenove.

Della Valle, Valeria. Undated. Femminicidio, http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/femminicidio/ (consulted on 16/03/2019).

Devoto-Oli 2009 = Luca Serianni e Maurizio Trifone (a cura di). 2010. Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana 2009. Firenze: Le Monnier.

Fusco, Fabiana. 2012. La lingua e il femminile nella lessicografia italiana. Tra stereotipi e (in)visibilità. Alessandria: Edizioni dell’Orso.

Fusco, Fabiana. 2016. Le parole sono femmine, i fatti sono maschi: stereotipi e discriminazione nella lessicografia italiana. Fabio Corbisiero e Pietro Maturi (a cura di). Le parole della parità. Napoli: Edizioni Scientifiche Artistiche, 117-129.

GRADIT = De Mauro, Tullio. 1999. Grande dizionario italiano dell’uso. Torino: Utet, 6 voll. (with CD-ROM), with the addition of vol. VII, Nuove parole italiane dell’uso (2003, con CD-ROM) and of vol. VIII, Nuove parole italiane dell’uso (2007, with USB).

Gamberi, Cristina. 2015. L’alfabeto della violenza. Lo spettacolo Doppio Taglio e le rappresentazioni del femminicidio nei media italiani. gender/sexuality/italy, 2: 149-165.

Lipperini, Loredana e Michela Murgia. 2013. "L'ho uccisa perché l'amavo"Falso. Roma-Bari: Laterza.

Neologismi Treccani 2008 = Giovanni Adamo e Valeria Della Valle (a cura di). 2008. Neologismi. Parole nuove dai giornali. Roma: Treccani.

Paoli, Matilde. 2014. Vittime di stalking o femminicidio: fu il troppo amore o il disprezzo?Nicoletta Maraschio, Domenico De Martino e Giulia Stanchina (a cura di). Lingue e diritti. Le parole della discriminazione. Diritto e letteratura. Firenze: Accademia della Crusca, 49-58.

Priulla, Graziella. 2014. Parole tossiche. Cronache di ordinario sessismo. Cagli (PU): Settenove.

Romito, Patrizia. 2005. Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori. Milano: FrancoAngeli.

Sabatini, Alma. 1987. Il sessismo nella lingua italiana. Roma: Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Spinelli, Barbara. 2008. Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale. Milano: FrancoAngeli.

Trasatti, Stefano (a cura di). 2013. Parlare civile. Comunicare senza discriminare. Milano: Mondadori.

Violi, Patrizia. 2015. Femminicidio: chi ha paura della differenza? gender/sexuality/italy, 2: 141-143.

Views: 336

Download PDF

Downloads: 206